Le pratiche di Altroove

Lo Zero nel Cuore





Una delle pratiche fondamentali della nostra scuola, particolarmente connessa al lignaggio di Attilio Piazza e alla tradizione non duale di origine orientale, è quella pratica che chiamiamo “Punto Zero” o anche “Zero nel cuore”. Il Punto Zero è quel “luogo” interiore o dimensione di coscienza extra spaziale e extra temporale in cui si trova il nostro nucleo essenziale, l’Io Sono di ogni cosa, che dimora in noi. È quella zona di quiete immutabile che esiste in noi, indipendentemente dagli accadimenti esterni, come l’occhio del ciclone. E’ una pratica molto semplice nella sua esecuzione, eppure può essere la pratica di una vita. Basterebbe anche solo questa a conseguire ogni risultato possibile sul piano della consapevolezza e del risveglio. Si tratta di ottenere uno stato interiore “pre-dialettico”, di vuoto-pieno che è pura essenza senza forma; quello stato di apertura che ha il pensare prima di qualsiasi pensiero… pura vibrante luce e potenzialità. E’ uno stato molto diverso da quello ordinario.E’ lo stato in cui i fattori prevalenti sono:

Dove e come è possibile tutto ciò?Calandosi in quella dimensione di coscienza tipica del campo di energia che si crea nell’area del cuore quando raggiungiamo uno stato di coerenza cardiaca e quando prestiamo attenzione al respiro. Non ci riferiamo tanto alla posizione del cuore fisico quanto a tutta l’area toracica che lo contiene. Solo “calandosi” al centro del proprio cuore, dove non c’è giudizio, non ci sono emozioni né preferenze ma c’è solo la capacità di essere presente a ciò che è, per poi accoglierlo esattamente com’è, si può entrare in sintonia con un campo di coscienza più vasto e unificato in cui accediamo a un sapere che va oltre le limitazioni consuete. Attivando questa capacità di sintonizzazione, la mente si mette al servizio dell’Essere e diventa sua alleata. L’ego si dissolve e abbiamo la possibilità di trascendere i giudizi, i modelli mentali, le convinzioni, i valori, le credenze, le aspettative, le preferenze, le quali sono tutte inevitabilmente apprese nel nostro periodo di “addomesticamento” a questa realtà. Si entra invece in connessione con quella che possiamo chiamare “una forza più grande” in l’anima individuale incontra lo spirito.“Entrare” in punto zero non è difficile: una volta seduti con la schiena leggermente eretta ci si allinea verticalmente, si porta la propria attenzione al respiro e si invita il respiro verso il centro del cuore, là dove c’è più vuoto e più silenzio e dove si è più a contatto con il nostro essere, dove c’è meno “ego” e più essenza. Qui, nel nostro essere, c’è più capacità di connettersi con l’essere dell’altro e di accoglierlo per quello che è. Una volta che si è acquisita la capacità di radicarsi nel Punto Zero attiviamo quella modalità di consapevolezza che ci consente di prendere la distanza dai fenomeni del mondo, da Maya, per ritrovare il centro di tutto ciò che è.


LO ZERO NEL CUORE Parte prima: preparazione Piedi sulla terra, testa nel cielo, rimaniamo verticali e morbidi, dignitosi e rilassati insieme. Percepisco il peso del corpo, il suo peso scende sempre più verso terra a ogni espiro; l’inspirazione mi tende delicatamente verso l’alto verso il cielo. E trovo una verticalità naturale. Sento le due forze, alto e basso in me che divengono uno. Il corpo si rilassa nell’immobilità, la mente si espande. Il cuore è gentile e riverente. La mente si svuota. Può aiutarti immaginare i pensieri come palloncini sopra la tua testa. Li lascio volare via e osservo il cielo pulito sopra di me…. vuoto e blu Sento rispetto e gratitudine per ogni cosa…. minerali, vegetali, animali, umanità, mondo spirituale…

Seconda parte: il sorriso interiore Immagino di essere nel mio luogo di potere… lo percepisco con tutti i sensi… olfatto, udito, vista… Mi rendo alla sensazione di trovarmi in quel luogo dove il mio essere si espande, il luogo in cui posso essere più pienamente me stesso. Invito in questo spazio il volto di una persona che suscita in me profondo amore e gratitudine. Un amato, un’amata… un familiare, un amico, un maestro spirituale. Connetto con le qualità che si manifestano: apertura, gratitudine, compassione e comunione; nasce la sensazione di un sorriso interiore, che raggiunge ogni cellula del mio corpo.


Terza parte: lo Zero nel cuore Porto il respiro e la consapevolezza al centro del petto, nel cuore energetico. Trovo nel cuore un luogo dove c’è vuoto e silenzio. Dove posso abbassare le barriere, accogliere il senso di vulnerabilità, e rimanere solo in presenza di ciò che da sempre “E’”, li dove posso ricevere tutto, senza giudicare nulla. Trovo quello spazio di vuoto e silenzio dentro al cuore. E li mi appoggio, invitando proprio li il respiro. Ricevo l’aria con piacere e gratitudine, espiro con piacere e gratitudine. Presente al mio respiro nel cuore, mi connetto a quella parte di me che dimora in non-tempo e non spazio. Quella parte eterna e essenziale al di di ogni tempo e spazio, al di là di qualsiasi forma. L’essenza che trascende ogni forma. E li trovo lo Zero nel cuore. Lo spazio di casa, la sorgente. Per entrare in questo spazio, lascio fuori tutto ciò che non è Pura Presenza Consapevole: lascio fuori le identificazioni, le convinzioni, le credenze e i giudizi con i quali mi sono separato dal mondo e che ho scambiato per la mia identità, lascio fuori le mie ideologie, i ruoli sociali, culturali, i costrutti utopici su cui ho basato i miei punti di vista di cosa è giusto e cosa è sbagliato. Mi svesto via via di tutto questo, come di un vecchio cappotto che lascio cadere alla porta e entro del mio solo corpo di luce. Mi guardo in questa luce, mi sento in questa luce…. Chi sono io senza la mia personalità? Chi sono io senza la mia storia? Chi e cosa posso essere quando sono oltre a tutte le idee che ho io di me? Quando vado oltre la costruzione artificiale dell’Io-Pensiero per trovare l’Io-Essenziale, l’Io sono di tutto ciò che è. Qui semplicemente sono, in quello spazio che è oltre a qualsiasi definizione: oltre la quiete, oltre il vuoto, oltre il pieno, oltre lo spazio… E’ lo spazio in cui semplicemente l’Essere manifesta la sua propria Essenza.

In questa dimensione sono Tutto, nessuna espansione è più possibile… Nulla rimane fuori di me. Ovunque io vada, ci sono già. Tutto attorno a me è vivo e pulsante. Nulla è inanimato. Rimango in questo stato amplificato per il tempo che desidero… Lo porto in me anche quando questa pratica sarà finita, rimarrò connesso alla mia Essenza e la porterò sempre più nel mondo.

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